Analisi personale e Supervisione

Nel 2015 ha inizio la mia Analisi personale con Massimo Recalcati, che prosegue tutt'ora. Mi avvalgo di Supervisioni da parte di psicoanalisti e colleghi lacaniani fin dall'inizio della mia pratica clinica.

Orientata nel mio lavoro clinico dalla psicoanalisi lacaniana, credo che il clinico debba necessariamente far uso di due strumenti per svolgere la sua pratica in modo etico: l'Analisi personale e la Supervisione.

Perchè?

Quando il clinico è nella stanza con il paziente, si espone ai suoi vissuti, alle sue problematiche, alla sua storia, alla sua sofferenza, alla sua pulsione, alle sue richieste. Esporsi, vuol dire lasciarsi toccare. Questo 'lasciarsi toccare' è fondamentale per il lavoro e allo stesso tempo deve essere ben utilizzato, utilizzato in modo etico. Ciò significa che se il clinico è toccato su un piano 'personale', non è dal medesimo piano che egli poi dovrà rispondere.

Ogni volta, piuttosto, dovrà poter lui stesso osservare il materiale emerso (del paziente) e riporgerlo , secondo tempi e modalità del paziente stesso, e non secondo i propri. Quest'operazione, l'unica che permette un lavoro etico e che vede il clinico come strumento della cura e in quanto tale differenziato dal paziente, è consentita dall'utilizzo dell'Analisi personale e della Supervisione. In questo senso, lo strumento-clinico si avvale, per funzionare bene, di altri due strumenti.

Questo permette da un lato di tutelare sia il paziente sia il clinico da derive anti-etiche, come la formazione di diadi clinico-paziente simbiotiche o la prosecuzione cosiddetta 'a pancia' del percorso; dall'altro lato promuove il mantenimento di una giusta esposizione del clinico, evitando al percorso di diventare piuttosto arido, dove si cerca di affrontare la complessità dell'umano con la sola tecnica standardizzata.

A cosa serve ciascuno strumento?

L'Analisi è lo strumento utile sul piano personale. Deborda la formazione clinica e ha come obiettivo ultimo la formazione dell'umano. Essa è il luogo dove è giusto che vengano lasciati emergere tutti quegli aspetti che hanno risuonato sul piano personale dall'incontro, non solo con i propri pazienti, ma con tutto il mondo che ci circonda.

Questo è lo spazio per i nostri vissuti, per la nostra 'pancia', per la nostra storia, per le nostre richieste. In questo spazio, è il clinico il paziente. Qui il clinico può parlare come persona, laddove nei colloqui con i suoi pazienti deve occupare la posizione di strumento, di funzione atta a permettere il lavoro del paziente, occupandosi del suo materiale e lasciando lo spazio sgombro dal proprio. L'Analisi personale, con il tempo, ci permette di tenere ben distinte le due posizioni (persona/strumento-clinico) perchè sarà riuscita a lavorare in modo 'sufficientemente buono' sul piano personale.

La Supervisione è lo strumento utile sul piano clinico. Anch'essa raccoglie tutti quegli aspetti che hanno risuonato sul piano personale, ma all'interno del solo incontro con il paziente. Il fine di una Supervisione non è lavorare sul piano personale, bensì sulla clinica del caso, la sua logica alla luce della teoria e le possibilità d'azione nel corso dei colloqui.

La Psiconalisi è un motore, il motore che avvia un lavoro di trasformazione, lo mantiene vivo e lo porta verso il compimento.

©2018 by Noemi Sisto - Psicologa ad orientamento psicoanalitico lacaniano.
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