Ansia e Attacchi di panico

Il panico è un fulmine a ciel sereno. Coincide con il collasso della propria identità. Il cuore batte forte, la sudorazione è alterata, il respiro si fa affannoso...

Approfondimento

Improvvisamente e senza motivo ci si sente in pericolo. La paura prende il sopravvento e impedisce di fare da soli le cose più semplici: uscire da un supermercato, terminare il proprio lavoro, continuare a guidare seguendo la propria strada.

Un attimo prima tutto pareva in ordine, un istante dopo nulla è più come prima. Passata la crisi acuta rimane l’ansia, l’angoscia che la crisi possa tornare. Inizia il giro dei dottori, dei pronto soccorso, degli esami specialistici, alla ricerca di una soluzione, di solito a partire da un’interpretazione medica di quanto sta accadendo. Solo lentamente, escluse le cause organiche, ci si rassegna con molti dubbi alla causa psichica e s’incontra il nome del proprio sintomo: disturbo da attacco di panico.

L’istantaneo impatto con il terrore, con l’ipotesi avvertita come attuale e imminente della propria morte o della propria follia, mostra una stratificazione tipica composta da una perdita recente e da un antico difetto di separazione da un genitore. La perdita recente non è necessariamente concreta e visibile, può trattarsi di un lutto, di un trasferimento, di una separazione amorosa, ma anche di una promozione, di una crisi relativa alla propria immagine o al proprio sistema valoriale.

Chi soffre di attacchi di panico, di solito, è stato troppo impegnato a soddisfare la domanda di un genitore e a cercare di realizzarne almeno in parte le aspirazioni, dimenticando e trascurando, però, le proprie. Il proprio desiderio resta inascoltato e la crisi, pur senza parole, viene a dire al soggetto che l’equilibrio raggiunto non è adeguato. ​ Nel disturbo da attacco di panico la diagnosi, sapere che la propria sofferenza è nota, che non si tratta di una colpa, di un difetto o di una viltà personale è già fonte di un certo sollievo.

Il fine del percorso è, attraverso i necessari diversi passaggi clinici, rintracciare la specificità e la particolarità del desiderio inconscio, consentirne la riconciliazione con la dimensione cosciente e la messa in opera. Dunque non si tratta di tornare a prima ma di trasformare la crisi in un’opportunità per trovare un equilibrio nuovo, più vicino al proprio trascurato desiderio inconscio. Questo sito è s

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