Disagi legati all'adolescenza

L'adolescenza è il lungo periodo della vita in cui iniziamo a farci mille domande, in cui la vita e l'intelligenza prendono la forma dell'attitudine interrogativa.

Approfondimento

Proprio per questo, l'adolescenza è un frangente fondamentale e allo stesso tempo difficile da sostenere. Le domande riguardano se stessi e la propria posizione nel mondo, le relazioni con il proprio Altro, le trasformazioni del proprio corpo che si anima di una nuova vita, la propria sessualità, l'amore, le scelte, il futuro. Chi sono io? Questa è la domanda che emerge e rimbomba nell'adolescenza. Se fino a poco tempo prima, ci si definiva in relazione al proprio Altro, ora questa dipendenza inizia a dare fastidio, a creare disagio, ad essere 'troppa'. Ecco che si avvia il secondo processo fondamentale dell'umano: la separazione. Alla quale ogni essere umano è chiamato e nella quale ognuno 'fa come può'. ​

In questo 'fare come si può' sorgono i primi sintomi di questo nuovo individuo che si va definendo. Il disagio e la sofferenza tipiche dell'adolescenza oggi vengono accentuate dalla dispersione di desiderio di cui è impregnata la società, dall'iperstimolazione che non lascia spazio alla mancanza e alla comprensione, da parte di ciascuno, di qual è il proprio desiderio. Questo significa che rispondere a tutte le domande che emergono sembra una missione impossibile. Come lo capisco qual è il desiderio che mi identifica, che dice qualcosa di chi sono io? Di fronte a questa sensazione, l'adolescente oggi tende a ritirarsi nel mondo degli oggetti al quale è stato abituato eliminando dalla sua vita il desiderio e sostituendolo con la convinzione di aver bisogno del nuovo oggetto. Oppure tende a identificarsi alla massa e evitare di dover rispondere in prima persona alle questioni che emergono. O ancora, tende a rimanere nella sua antica posizione, definendosi ancora solo in relazione al suo Altro ed evitando l'incontro stesso con le domande necessarie alla sua crescita, con un'apparente assenza del tipico conflitto adolescenziale nei confronti dei propri genitori, che in realtà prepara il terreno all'esplosione dei tipici sintomi giovanili, come gli attacchi di panico che spesso si iniziano a presentare in occasione del trasferimento in un'altra città per motivi di studio, lontano dalla famiglia con la quale si fa fatica ad attuare la separazione.

​ Il percorso con un adolescente può iniziare solo se è l'adolescente a volerlo. Questo è necessario per evitare che anche il luogo in cui l'adolescente può finalmente prendere parola, sia in realtà ancora una volta il luogo della parola dei genitori. Se è l'adolescente a decidere, almeno di 'provare' a frequentare questo luogo, il lavoro sarà quello di una messa in valore degli interrogativi ai quali è esposto e di una riabilitazione della sensazione di poter rispondere a queste domande. A partire da questo lavoro preliminare, sarà possibile lavorare con l'adolescente alla costruzione delle sue stesse risposte, in un luogo in cui non incontra le aspettative e le richieste di un altro Adulto, ma solo una strumento-clinico che possa aiutare il suo particolare discorso a girare.

©2018 by Noemi Sisto - Psicologa ad orientamento psicoanalitico lacaniano.
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