Disagio della famiglia

La famiglia non è solo il luogo dove deve giocarsi l’incontro amorevole tra genitore e bambino, che possa fornire il piccolo d’uomo del sentimento della vita necessario ad andare avanti nel miglior modo possibile. Essa è anche lo spazio entro cui incontrare la differenza, la separazione, il no, che possano spingere il bambino, poi uomo o donna, a esplorare il mondo e a viverlo con desiderio e curiosità.
Entrambi questi aspetti della famiglia possono risultare più o meno problematici da sostenere

Approfondimento

Ogni relazione implica che delle Alterità si incontrino. Per alcuni aspetti, esse si incastreranno, per altri esse si faranno resistenza. Se da una parte il mantenimento delle particolarità di ognuno è vitale per ciascun soggetto, dall'altra è proprio questa differenza che rende difficile l'incontro. ​

Nelle coppie, o nelle diadi più in generale (come genitore-figlio, amici, fratello-sorella ect.), questo già si vede molto bene. Nella famiglia, più sono i componenti, più il compito si rende difficile. Il rischio è, ai due estremi, o l'aperto conflitto e il rimbalzo della frustrazione da un membro all'altro, fino al membro con meno possibilità di controbattere sul quale in genere si cristallizza poi il sintomo; o, al contrario, una totale simbiosi familiare in cui le differenze soggettive vengono costantemente svalorizzate e annullate.

Inoltre, ogni diade porta con sè questioni specifiche: genitore e figlio sono ingaggiati sul piano della dipendenza/separazione, fratello e sorella sono ingaggiati sul piano del complesso di intrusione e così via. ​ Se da una parte in un tempo preliminare è importante dare ascolto alla famiglia come entità che pone evidentemente una domanda, il focus in un secondo tempo più propriamente di lavoro, va riportato sulla responsabilità soggettiva di ciascun membro della famiglia ad assumere le proprie differenze e il ruolo giocato all'interno del gruppo. In questa seconda fase, il lavoro è sempre condotto individualmente.

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